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Marrazzo e la trans, Libero ci ricasca
La notizia d’apertura di Libero di oggi è una non-notizia:

avvenuto in via Tuscolana, all’angolo con via dell’Arco di Travertino. A fermare l’ex presidente della Regione, visibilmente imbarazzato per la sfortunata circostanza, è stata una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile della Capitale durante un consueto posto di blocco. I militari, che stavano effettuando normali controlli sulle auto in transito a quell’ora sulla Tuscolana, a un tratto si sono imbattuti in una Lexus 4000, con i vetri scuri. Una macchina grossa, che certamente non passa inosservata. E infatti i carabinieri hanno deciso di alzare la paletta e di procedere all’identificazione.

Non appena la vettura ha accostato, i militari, stupiti, si sono trovati davanti Piero Marrazzo. L’ex esponente del Pd era alla guida, ma non era da solo: accanto a lui era seduto un trans, con i capelli lunghi e castani, legati con una coda. E prima ancora che venissero richiesti i documenti ai due passeggeri, Marrazzo, barba incolta e abbigliamento molto casual, ha cercato di scusarsi, sfoggiando un insolito accento calabrese. Sperando forse, in questo modo, di non essere riconosciuto. Per lui, però, hanno parlato bene i documenti: quelli dellaLexus, intestata all’ex moglie Roberta Serdoz, e la patente di guida con il nome, cognome, la data di nascita e la residenza dell’ex governatore.

Marrazzo si è subito giustificato, dicendo che stava semplicemente accompagnando l’amica a casa. Il viado, un sudamericano che ha un regolare permesso di soggiorno, infatti vive al Quadraro ma è stato fermato più volte su viale Giotto, in zona Piramide, dove il trans è solito attendere i clienti. Dal controllo, comunque, non è emersa alcuna irregolarità né penale né amministrativa nei confronti di Marrazzo, il quale aveva tutti i documenti in ordine, rispettava i limiti di velocità consentiti e manteneva un’andatura regolare. Però, come previsto nel caso di posto di blocco, i nominativi dei due occupanti della Lexus sono stati scritti, loro malgrado, nero su bianco sul brogliaccio, il pieghevole a cui i carabinieri hanno allegato una relazione di servizio dove sono riportati i fatti accaduti in quei pochi minuti.

 

Il fatto è avvenuto una settimana fa, e si capisce benissimo che nemmeno sarebbe arrivato alle cronache: nessun reato, nessun sequestro, nessuna infrazione, nessuna multa, nemmeno un grammo di droga. Chiamare di nuovo in causa l’ex governatore del Lazio dovrebbe invece ricordare agli autori di Libero che Piero Marrazzo all’epoca si dimise per la storia in cui fu coinvolto pur risultando parte lesa nei procedimenti giudiziari che la seguirono. Altri, invece, continuano a fare cose che alla morale comune fanno un po’ ribrezzo ma rimangono attaccati alla poltrona.

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2012/10/13 14:56:35
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